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Una risposta potrebbe essere quella di rivolgersi al bene rifugio per eccellenza: il diamante.
Nonostante
la crisi economica, iniziata nel 2008 la domanda di diamanti, nel
mondo, è aumentata di oltre il 10%. Dai primi
mesi del 2010, se da un lato, si assiste alla stagnazione delle economie occidentali, dall'altro c'è
una moderata crescita (e conseguente domanda di
risorse) di grandi potenze economiche come Cina ed India dove
pochi anni indietro non esisteva nemmeno un mercato. Questa
crescita ha prodotto un primo avvio dei mercati, dove la metà
della popolazione terrestre ha iniziato ad aumentare i propri
consumi. E questa corsa di aumenti ha coinvolto anche il
diamante il bene rifugio per eccellenza. Ma, come tutti oramai sanno, le risorse naturali non sono infinite. Le risorse esistenti - nella maggior parte già sfruttate a fondo - non sono in grado di soddisfare una domanda che cresce continuamente. Questo un primo motivo basilare per aspettarsi aumenti costanti a medio termine. Perché è proprio la diffusione capillare raggiunta dal diamante nei decenni passati che lo pone attualmente come bene rifugio per eccellenza. Oltre a valutazioni di carattere generale sulle risorse naturali, ci sono altri aspetti peculiari del mercato del diamante che hanno contribuito all'aumento dei prezzi. LA CRESCENTE DIFFICOLTA' DI REPERIRE DIAMANTI GREZZI. Le autorità europee antitrust hanno infatti imposto a De Beers di ridurre il volume dei diamanti acquistati da Alrosa che e' il maggiore produttore russo (anche se La Corte di Giustizia Europea ha capovolto la normativa della Commissione Europea che restringeva le compravendite di diamanti grezzi dalla russa Alrosa al gigante De Beers). Inoltre nei primi mesi del 2009 la capacita' produttiva delle miniere e' stata ridotta per fare fronte alla crisi del mercato americano. Infatti per salvaguardare il livello dei prezzi, tra gennaio e marzo De Beers ha ridotto la produzione di diamanti del 90,8% nelle miniere canadesi e in quelle di Botswana e Namibia. Alrosa, invece, ha continuato a estrarre gemme e le ha immagazzinate. Dopo il blocco della produzione avviato da De Beers, a febbraio i diamantaires fiamminghi hanno cominciato a percepire la mancanza di alcune categorie di grezzi. La tendenza si è rafforzata e ora la domanda sta ricominciando a superare l’offerta. Anche i prezzi, da aprile in poi, sono leggermente saliti ed in particolare proprio per quelle tipologie di diamanti che rappresentano lo standard dell'investimento. GLI AUMENTI GENERALIZZATI DEI COSTI DELLE LAVORAZIONI DEI DIAMANTI, al primo posto i costi relativi alla sicurezza delle miniere e quelli relativi alla manodopera. In Cina, India e Medio Oriente la domanda di diamanti nonostante la crisi mondiale, e’ ancora alta. Sia diamanti da investimento per i nuovi ricchi che acquistano pietre di altissima qualità pagando anche prezzi piu' alti del mercato, sia diamanti per gioielleria, considerando che, negli ultimi anni, si e' creato un nuovo mercato di produzione di gioielli distribuiti a livello mondiale. L'ESIGENZA DI PROTEGGERE I RISPARMI. La consapevolezza di tenere stretti i propri risparmi e di proteggerli dalle crisi che colpiscono gli investimenti finanziari e immobiliari, ha ormai contagiato chiunque abbia la liquidita' per investire nel mercato dei diamanti. Piccoli investimenti, a medio lungo termine, di una porzione dei propri risparmi, da destinare ad un bene prestigioso ed esclusivo; un bene godibile, facilmente liquidabile in tutto il mondo se accompagnato da un certificato internazionale. Ecco le regole per un buon investimento! |