Il diamante batte la Borsa

Nel 2002 rendimento dell'8%. Se nell'anno che si è da poco concluso la Borsa ha ancora deluso chi aveva scommesso su una poderosa ripresa dei listini, meglio hanno fatto i diamanti, il cui rendimento si è attestato a quota +8%. Queste pietre preziose continuano a confermarsi un ottimo investimento, soprattutto se si prendono in considerazione i tagli da almeno mezzo carato. Sui mercati vi è stata una impennata nella domanda di diamanti israeliani.

Dunque, i preziosi archiviano un’altra annata felice, battendo nuovamente, proprio in tema di rendimenti, le Borse azionarie. I diamanti, come detto, hanno brillato, ma anche l’oro ha fatto benissimo, arrivando a toccare quotazioni che non si vedevano ormai da anni. Proprio la mancata vera ripresa dei listini mobiliari e le grandi incertezze sullo scenario internazionale (a partire dalla crisi irachena) hanno pesantemente contribuito a far correre ancora i prezzi di beni storicamente considerati “rifugio”.

Le cronache, poi, hanno raccontato che pure l’organizzazione terroristica di Bin Laden avrebbe, dopo l’11 settembre 2001, convertito le proprie ricchezze in diamanti, acquisendone grosse partite sui mercati africani. Al Qaeda a parte, molti hanno preferito investire in diamanti, concentrando la propria attenzione su pietre di almeno mezzo carato. Questa pare essere la soglia minima per poter considerare l’acquisto di una pietra anche un buon affare sotto il profilo finanziario. Altra condizione fondamentale, proprio in questo senso, è che il diamante sia purissimo e di prima qualità. Un carato di primissima scelta non può costare meno di 15mila euro.

Così i diamanti hanno reso nel 2002 ben l’8%. Esattamente, in media, come in tutti gli ultimi quindici anni. Davvero una performance brillante, che fa considerare sempre più queste pietre non solo un bell’oggetto di lusso da signora, ma anche un buon investimento. Ma quanti diamanti bisognerebbe avere in portafoglio? Secondo una valutazione della Deutsche Bank, pubblicata da “Milano Finanza”, in pietre preziose l’ideale sarebbe investire il 5% della propria ricchezza. Questo il suggerimento degli analisti finanziari.  

 

TgFin